Scuola Primaria
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Progetto Educativo 2017/2018

PROGETTO EDUCATIVO

ANNO SCOLASTICO 2017/2018

I CARE! ME NE IMPORTA

Bisogna che ognuno si senta l’unico responsabile di tutto

Don Lorenzo Milani


La tesi di Barbiana è guidata da due convinzioni di fondo: la forza della parola e la fiducia nell’uomo, di ogni uomo che ha in sé ricchezze infinite e deve esser messo in condizione di esprimerle. La parola alla quale fa riferimento la Lettera ad una professoressa  è  prima di tutto quella che Dio stesso ha pronunciato nel cuore dell’uomo, di ogni uomo,  e che non può esser ridotta al silenzio. Non valorizzare al meglio il fattore umano è spreco della  risorsa più importante.

La vera cultura non è solo possedere la parola, essere messi in condizione di potersi esprimere, di poter mettere a disposizione di tutti quello che noi abbiamo ricevuto: è anche  appartenere alla massa ed essere consapevoli di questa appartenenza. E appartenenza significa anche farsi carico di tutti. Scrive don Lorenzo in una lettera a Francuccio: “La cultura è una cosa meravigliosa come il mangiare ma chi mangia da solo è una bestia, bisogna mangiare insieme alle persone che amiamo e così bisogna coltivarsi insieme alle persone che amiamo.” (Fondazione Don Lorenzo Milani)


Possedere la parola può permettere di discernere tra i tanti e spesso confusi messaggi che ci piovono addosso, e di dare espressione alle istanze profonde del proprio cuore, come pure alle attese di giustizia… Dell’umanizzazione che rivendichiamo per ogni persona su questa terra, accanto al pane, alla casa, al lavoro, alla famiglia, fa parte anche il possesso della parola come strumento di libertà e di fraternità. (Dal discorso commemorativo del Santo Padre, in occasione del pellegrinaggio a Barbiana - Martedì, 20 giugno 2017)

OBIETTIVI

Con il progetto educativo di quest’anno desideriamo sensibilizzare la comunità educante del Vendramini, composta da alunni, docenti e genitori, alla centralità/importanza della parola come strumento imprescindibile per la crescita culturale, affettiva, relazionale e spirituale di ciascuno, e guidarla attraverso proposte che sviluppano/favoriscono la conoscenza e l’utilizzo consapevole della parola e del suo potere (citazione potere parola.



OBIETTIVI PER I BAMBINI

  1. Le parole danno forma al pensiero

Chiamare per nome gli elementi della realtà che ci circonda, le emozioni, le difficoltà, come presupposto per una conoscenza più profonda e più critica di noi stessi e del mondo.

  1. Le parole sono un ponte

Imparare a scegliere le parole per comprendere, farsi capire, avvicinarsi agli altri.

  1. Prima di parlare bisogna ascoltare

Ascoltare con onestà e apertura; nessuno ha sempre ragione.

  1. Le parole hanno conseguenze

Essere consapevoli che ogni parola può avere conseguenze piccole o grandi.

OBIETTIVI PER GLI INSEGNANTI E I GENITORI

  1. Prima di parlare bisogna ascoltare

Ascoltare con onestà e apertura, dimostrando disponibilità ad accogliere punti di vista diversi.

  1. Le parole hanno conseguenze

Essere consapevoli che ogni parola può avere conseguenze piccole o grandi, sia all’interno della relazione educativa sia tra adulti.

  1. Condividere è una responsabilità

Condividere punti di vista ed obiettivi educativi, attraverso una comunicazione coraggiosa, franca e trasparente, tenendo presente che il centro e il destinatario dell’azione educativa è il bambino e il suo bisogno di crescere in tutte le dimensioni.


Proposta di formazione per gli insegnati:

Visto la tematica, per la formazione degli insegnanti, proporremmo come relatore il prof. Giovanni Grandi: professore associato di Filosofia Morale presso il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata dell'Università degli Studi di Padova; insegna Fondamenti Teorici e Storici di Antropologia filosofica e Antropologia applicata presso i Corsi di Laurea Triennale in Servizio Sociale e Magistrale in Scienze del Servizio Sociale del medesimo Ateneo. È stato Presidente del Centro Studi Jacques Maritain (Portogruaro, VE) e dell'Istituto Jacques Maritain (Trieste). È membro del Consiglio Scientifico dell'Istituto Internazionale Jacques Maritain, del Consiglio Scientifico del Centro Studi sulla Sofferenza Urbana - SOUQ di Milano e del Consiglio Direttivo del CIRFIM (Centro Interdipartimentale di Ricerca di Filosofia Medievale) dell’Università di Padova. Dirige la Scuola di Antropologia applicata dell'Istituto Jacques Maritain. È direttore, insieme a Luca Grion, dell'annuario di filosofia "Anthropologica" (Ed. Meudon) e membro della Direzione della rivista "Dialoghi", trimestrale dell'Azione Cattolica Italiana. Dal 1996 è in organico del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico nella Delegazione del Friuli-Venezia Giulia.

Firmatario del progetto “Parole O_Stili” della città di Trieste.



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